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FORMAZIONE, IL CCNL 2026 CAMBIA PASSO: PER GLI ENTI LOCALI DIVENTA UNA LEVA STRATEGICA
09 Aprile 2026
La formazione del personale entra a pieno titolo tra le priorità organizzative degli enti locali. I contratti delle Funzioni locali sottoscritti il 23 febbraio 2026, sia per il comparto sia per l’area dirigenziale, dedicano infatti un’attenzione specifica a un tema che non può più essere considerato accessorio o residuale. Il nuovo impianto contrattuale si muove nella stessa direzione della direttiva ministeriale del gennaio 2025, che collega la formazione alla valorizzazione delle persone e alla produzione di valore pubblico.
Il messaggio è chiaro: la formazione non è solo aggiornamento professionale, ma uno strumento per migliorare produttività, efficienza organizzativa, capacità di innovazione e qualità dei servizi. In questa prospettiva, viene indicato in 40 ore il tempo minimo da dedicare annualmente alle attività formative, con l’obiettivo di rafforzare competenze, conoscenze e consapevolezza del ruolo svolto dai dipendenti pubblici.
Per il personale del comparto, i contratti prevedono una pianificazione strutturata nei piani della formazione, nei quali devono trovare spazio risorse dedicate, percorsi di accrescimento professionale certificati, metodologie innovative, formazione a distanza, comunità di apprendimento e forme di collaborazione tra enti. La formazione, inoltre, si collega direttamente a temi centrali come le progressioni economiche, la valorizzazione del personale interno impiegato nella docenza e il confronto sindacale sulle linee generali della programmazione.
Anche per dirigenti e segretari la formazione diventa una leva decisiva. L’articolo 17 del nuovo contratto dell’area attribuisce alla formazione un ruolo strategico rispetto ai processi di cambiamento e modernizzazione amministrativa, prevedendo anch’esso un monte minimo annuo di 40 ore e specifici percorsi su leadership, innovazione e gestione del cambiamento.
Il quadro si completa con la necessità di programmare, monitorare e rendicontare le attività formative nel PIAO. Per gli enti locali si apre quindi una fase nuova: non basta più organizzare corsi, occorre costruire un sistema coerente di sviluppo delle competenze, capace di accompagnare reclutamento, mobilità, progressioni, innovazione e apprendimento continuo.
Un approfondimento in materia è disponibile sul Blog di Pi.Co. e una discussione è stata aperta sul Forum di Pi.Co.
Redattore: Redazione UPI