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GARE BIM 2025: I DATI TRA SVILUPPO E DIGITALIZZAZIONE

14 Aprile 2026

Nel 2025 il mercato delle gare BIM (Building Information Modeling) registra un’accelerazione evidente, segnando un passaggio decisivo verso una crescita ormai strutturale.

I numeri parlano chiaro: si contano 638 procedure per un valore complessivo di 1.496 milioni di euro.

Rispetto all’anno precedente, l’aumento è significativo sia in termini quantitativi (+80,7%) sia economici (+151,1%). Questo si traduce in un’incidenza sempre più rilevante sul totale dei servizi di ingegneria e architettura: il BIM rappresenta il 27% delle gare e supera il 56% del valore complessivo.

Questi dati, presentati da OICE nel suo nono Report sulla digitalizzazione, descrivono un settore che ha ormai superato la fase iniziale di adozione per entrare in una dimensione più matura e consolidata. A sostenere questa crescita sono soprattutto le procedure sopra soglia europea, che costituiscono oltre il 91% dei bandi BIM e quasi la totalità del valore economico. Si conferma così una dinamica già nota: la modellazione informativa si afferma prima nei progetti più complessi, dove la gestione dei dati è cruciale per controllare l’intero ciclo dell’appalto.

L’incremento registrato nel 2025 segna quindi un vero cambio di passo. In un solo anno, la quota dei bandi che richiedono il BIM raddoppia, passando dal 13,2% al 27%. Ancora più significativo è il dato economico: oltre metà del valore complessivo riguarda gare che prevedono l’uso della modellazione informativa. È proprio su questo piano che si misura l’impatto reale della digitalizzazione, che tende a concentrarsi nei segmenti più strategici piuttosto che diffondersi in modo uniforme.

Analizzando più nel dettaglio, emerge che il cuore del mercato si colloca nelle gare sopra soglia UE: 584 procedure per un valore di 1.488 milioni di euro, pari rispettivamente al 91,5% e al 99,4% del totale. Il BIM si consolida dunque nei contesti in cui le stazioni appaltanti dispongono di maggiore capacità organizzativa e affrontano interventi più complessi. Al contrario, nelle procedure sotto soglia la diffusione resta limitata, segno di una transizione ancora incompleta.

Un altro elemento rilevante riguarda la concentrazione della domanda: Agenzia del Demanio, Ministero della Difesa e ANAS rappresentano da sole circa il 40% del valore complessivo delle gare BIM. Questo evidenzia come la spinta alla digitalizzazione provenga principalmente da un numero ristretto di amministrazioni, mentre il resto del sistema procede con maggiore lentezza, delineando il rischio di un mercato a due velocità.

Sul fronte della qualità della domanda pubblica, si osservano progressi ma anche criticità. I capitolati informativi BIM, ad esempio, passano dal 24% al 35% dei documenti di gara. Un miglioramento significativo, ma ancora insufficiente: senza una definizione chiara dei requisiti informativi, il BIM rischia di restare un obbligo formale, senza incidere realmente sulla gestione dei processi.

Redattore: Redazione UPI