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NUOVI CHIARIMENTI ANAC SULLA VALUTAZIONE DEL CCNL APPLICATO
10 Marzo 2026
Con Comunicato del 10 febbraio 2026 rivolto alle stazioni appaltanti il Presidente ANAC ha inteso chiarire le corrette modalità di individuazione del contratto collettivo nazionale di lavoro da indicare negli atti di gara.
Nel processo di individuazione del CCNL, le stazioni appaltanti devono innanzitutto verificare la stretta connessione tra l’ambito di applicazione del contratto e le prestazioni oggetto dell’appalto. Per svolgere questa operazione è necessario identificare il settore economico dell’attività attraverso il codice ATECO, secondo la classificazione adottata dall’ISTAT, e metterlo in relazione con il codice CPV indicato nel bando di gara, anche attraverso la tabella di correlazione disponibile negli allegati del Codice o tramite le funzionalità presenti nelle piattaforme digitali di approvvigionamento che consentono di associare automaticamente i codici ATECO ai codici CPV.
Una volta individuato il settore di riferimento, le stazioni appaltanti devono verificare l’ambito di applicazione dei contratti collettivi disponibili consultando l’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro istituito presso il CNEL. In attesa della completa riorganizzazione dell’archivio, è possibile utilizzare i materiali attualmente disponibili sul sito del CNEL, che consentono di collegare i diversi CCNL ai sottosettori economici e ai codici ATECO, facilitando così l’individuazione del contratto più coerente con le attività oggetto dell’appalto.
Dopo aver identificato i contratti collettivi compatibili con il settore interessato, la stazione appaltante deve applicare il criterio della maggiore rappresentatività comparativa delle organizzazioni datoriali e sindacali che li hanno sottoscritti. Per effettuare questa verifica le amministrazioni possono fare riferimento ai contratti utilizzati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la predisposizione delle tabelle relative al costo medio del lavoro, elaborate ai sensi dell’art. 41 del Codice. Qualora l’appalto riguardi un settore per il quale tali tabelle non siano state predisposte, la stazione appaltante può richiedere direttamente al Ministero un’indicazione sul contratto collettivo applicabile sulla base delle informazioni disponibili.
La normativa prevede comunque la possibilità per l’operatore economico di applicare un contratto collettivo diverso da quello indicato dalla stazione appaltante negli atti di gara, a condizione che venga dimostrata l’equivalenza delle tutele economiche e normative garantite ai lavoratori, secondo le linee guida che il Ministero del Lavoro adotterà di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel frattempo, l’allegato 1.01 del Codice stabilisce alcuni parametri di riferimento, precisando che l’equivalenza può ritenersi sussistente quando il valore complessivo delle componenti fisse della retribuzione annua garantita ai lavoratori risulta almeno pari a quello previsto dal contratto indicato nel bando e quando eventuali scostamenti rispetto ad altri parametri risultano marginali. Lo stesso allegato introduce inoltre una presunzione di equivalenza nel caso in cui i contratti collettivi siano sottoscritti dalle stesse organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative e riguardino il medesimo sottosettore produttivo.
Redattore: Redazione UPI